Il disagio maschile sulla strada delle pari opportunità

SASSARI. Gli ultimi venti
o trenta anni hanno visto mutare in maniera radicale i rapporti fra uomini e
donne. La grande trasformazione innescata dalle donne ha cambiato anche le vite
di molti maschi. Si è iniziato a parlare di disagio maschile, e non soltanto
fra le generazioni più mature. Di quel travaglio, da qualche tempo si è fatta
interprete l’associazione «Maschile Plurale», e il suo presidente nazionale,
Stefano Ciccone ne è stato portavoce al forum «Essere maschi. Riflessioni e
confronto tra potere e libertà», organizzato dalla società Umanitaria, dal
consorzio Andalas de Amistade e dal progetto Aurora del Centro antiviolenza di
Sassari, con il patrocinio del comune di Sassari, nell’ambito della Giornata
internazionale contro la violenza sulle donne. Dopo la presentazione di
Alessandra Sento, della società Umanitaria di Alghero, l’introduzione di Maria
Giovanna Monte, del Centro antiviolenza di Sassari, e il saluto di Fiorella
Cossu, della commissione Pari opportunità del comune di Sassari, Ciccone ha
ripercorso le tappe di un impegno che impone un continuo esame di coscienza sul
significato dell’essere maschi oggi, che lacera e mette in crisi, ma che può
trovare nel protagonismo delle donne non una minaccia, ma un’opportunità per
esprimere una domanda latente di libertà maschile dagli stereotipi, che
costringono il ruolo degli uomini nella società e ne imprigionano la vita e la
sessualità. Stefano Ciccone, come si legge anche nel suo libro
«Essere maschi. Potere e libertà», ha gettato uno sguardo inconsueto
su temi finora considerati «femminili», come violenza sessuale, genere,
relazione con i figli, lavoro di cura, prostituzione, esperienza del corpo. A
iniziare dalla rappresentazione della violenza sulle donne, che emerge dalla
cronaca come un problema di «ordine pubblico», e che quindi viene percepita
come «altra», lontana dall’esperienza quotidiana. «Più si enfatizza – ha detto Ciccone
- più si allontana». Una violenza che invece, nella stragrande maggioranza dei
casi, si consuma in ambito familiare e nasce da una sessualità distorta, basata
sui concetti di possesso e di dominio. «Ecco che allora – ha concluso Stefano
Ciccone – la libertà delle donne e la necessità di rapportarsi ad esse su un
piano di parità, ancorché castrante per l’uomo, può rappresentare una
opportunità di liberazione dagli stereotipi, una occasione di relazione in cui
reciprocamente ci si arricchisce». Alla relazione di Stefano Ciccone è seguito
l’intervento di Salvatore Deiana, di Maschile Plurale, e un dibattito che ha
coinvolto il numeroso pubblico presente in sala. Mario Bonu

 

La nuova – Sassari – Cronaca – 10 dicembre 2011