A rischio il centro Aurora
Il progetto «Aurora» di supporto alle donne vittime di violenza, rischia di arenarsi nelle
secche dei tagli alla spesa pubblica e delle ristrettezze finanziarie dei
comuni. Lo ha detto Maria Giovanna Monte, psicologa del Centro antiviolenza di
Sassari. «Il comune di Sassari – ha detto l’operatrice del centro – ha subito
un taglio di risorse per circa un terzo, e questo rischia di tradursi nel
ridimensionamento della struttura». Da qui, l’auspicio che i comuni del
progetto mettano in campo tutto il loro impegno, pur in un momento di gravi
difficoltà, per salvaguardare gli standard di un servizio che, in 11 anni di
attività, ha rappresentato un punto di riferimento per le donne vittime di
violenza e per i loro figli della città e del territorio. Il progetto Aurora è
nato nel 2000, da un’iniziativa dei 27 comuni del distretto sanitario n.1, con
i finanziamenti della legge 285 del 1997. Gestito dal comune di Sassari, dal
2008 è affidato al consorzio di cooperative Andalas de Amistade, ed è
finanziato con i fondi della legge regionale regionalen. 8/2007, che ha
promosso la costituzione dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza
nella Regione. Il progetto si articola su due strutture: il Centro
antiviolenza e la Casa di accoglienza. Dalla sua nascita, il centro ha ricevuto
840 richieste di aiuto, di cui 90 solo nel 2011. Gli ingressi in «Casa Aurora»,
la struttura protetta per le donne vittime di violenza, sono stati
complessivamente 96 (8 donne e 8 minori nel 2011). Dati che confermano ruolo
del progetto nel territorio, e che richiedono una assunzione di responsabilità
da parte delle amministrazioni coinvolte, al fine di garantire la continuità di
una esperienza divenuta troppo importante per poter essere sacrificata o anche
solamente ridimensionata. (m.b.)
La nuova – Sassari – Cronaca – 10 dicembre
2011