Il centro «Drop in» rischia di chiudere – Senza i fondi della Regione finirà l’assistenza ai senzatetto
SASSARI. Per due anni è stato il rifugio di chi non ha la fortuna di avere una casa. Lo spazio, riservato e accogliente, per tante persone che vivono in situazioni di marginalità o che trascorrono gran parte del tempo in condizioni di precarietà per strada. Un servizio unico in città, finanziato dalla Regione attraverso il Serd, che ora rischia di chiudere. Da settembre gli utenti del«Drop in», il centro di accoglienza diurna di via Perantoni Satta, potrebbero trovare la porta chiusa. «I fondi sono finiti – spiegano i responsabili della cooperativa «Andalas de Amistade» che gestiscono la struttura – e da settembre, se non ci saranno novità, dovremo interrompere il servizio». A lanciare l’allarme è stata una utente della struttura. «Questo servizio – spiega Francesca – è come il pane quotidiano per gli affamati. A me personalmente ha salvato la vita perchè dormo alla casa San Vincenzo, ma alle 8 del mattino dobbiamo andare via e rientrare alle 20. Ora il tempo è buono, ma l’inverno è stato orribile. Un giorno io e un’altra ragazza siamo arrivate al «Drop in» bagnate dalla pioggia e congelate – conclude Francesca – siamo state accolte con cibo e vestiti asciutti dopo aver fatto la doccia, spero che si possa evitare la chiusura del servizio, che è una piccola grande goccia nel mare della povertà». In due anni sono stati 1320 i contatti registrati dal «Drop in». Sono in tutto una novantina le persone che hanno utilizzato la struttura: sessanta gli uomini e trenta le donne. Gli utenti che accedono al «Drop in», oltre a momenti di intrattenimento, come la lettura dei giornali, comunicare, riposare, consultare Internet e altro ancora, hanno la possibilità di ricevere informazioni sull’attività di prevenzione e distribuzione di materiali informativi sull’uso di sostanze tossiche, sulla prevenzione dell’overdose, quindi sull’Hiv e sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulle epatiti. Inoltre possono ricevere assistenza sanitaria e medicazioni semplici. Le responsabili del progetto legato al Serd sono Danila Grazzini e Nina Guisu. «Per accedere al «Drop in» – spiegano Paola Piccinelli e Agostino Loriga – bisogna innanzitutto averne voglia. Durante l’orario di apertura si può venire in qualsiasi momento e tutte le volte che si vuole. E tutto quello che offriamo, garantendo naturalmente riservatezza e privacy, è assolutamente gratuito. L’unica richiesta è di rispettare le regole. Ora rischiamo di lasciare diverse persone senza punti di riferimento». (l.f.)
La nuova – Sassari – Cronaca – 6 luglio 2011