Un anno di assistenza domiciliare

CHIARAMONTI. Ventitré Comuni aderenti, tre consorzi e otto cooperative, 137 operatori impegnati, 387 utenti. Sono alcuni dei numeri di un anno di gestione associata del servizio di assistenza domiciliare Plus Anglona-Coros Figulinas che sono emersi dall’incontro di giovedì scorso nella sala consiliare di Chiaramonti.

La serata, introdotta e moderata dall’assessore ai Servizi sociali Marina Manghina, è stata occasione di confronto tra utenti e operatori ed è servita soprattutto per fare un bilancio del servizio finora offerto in cooperazione.

Un bilancio in linea di massima positivo, nonostante le difficoltà iniziali e l’incertezza dei finanziamenti, secondo gli interventi degli addetti ai lavori. Mario Bonu, coordinatore del Plus per la zona che fa riferimento a Osilo come Comune capofila, ha sottolineato i vantaggi della gestione associata e gli obiettivi del Piano locale unitario sociale dei servizi: ottenere un raccordo e una integrazione fra i servizi, arrivare a una ottimizzazione delle risorse e a una erogazione di servizi standardizzati. Non da ultimo puntare al miglioramento complessivo della qualità dei servizi e al coinvolgimento del territorio sia nella programmazione che nella verifica dei risultati.

«Per la prima volta le cooperative del territorio sono state costrette a unirsi e a cooperare» ha detto Gavino Sotgia, presidente del consorzio La Sorgente, ponendo poi l’accento sul miglioramento qualitativo delle figure professionali e dell’assistenza all’anziano dopo un anno di gestione e sul fatto che le cooperative hanno risposto alla crisi con un trend positivo. «Abbiamo assunto personale, non licenziato» ha concluso. «Il Plus è una macchina che produce ricchezza nel senso di sviluppo: cioè servizi che funzionano e persone che lavorano – ha ancora spiegato Stefano Spanu, tecnico del consorzio Andalas de Amistade -. La scelta del Plus è stata quella di dare continuità al territorio. Da quando è iniziata la gestione associata, nel giugno 2009, si è imparato a usare lo stesso linguaggio, a capirsi, per uscire dall’ottica del pensare locale e iniziare a pensare in senso comunitario». – Letizia Villa

LA NUOVA – 03 dicembre 2010 —  pagina 25  sezione: Sassari