Guerra silenziosa alla violenza
SASSARI. «Se la violenza è nera come la notte, ora puoi svegliarti: l’Aurora è dietro l’angolo». È lo slogan con cui, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne (in programma domani), a 10 anni dalla sua nascita in città, il progetto «Aurora» rilancia la sua attività. Che si basa su un centro antiviolenza e su una casa di accoglienza e si svolge in maniera discreta e silenziosa, ma con un’importanza vitale per le centinaia di donne. Donne che hanno avuto la forza di abbattere il muro della paura, della vergogna, del silenzio e che negli operatori del progetto hanno trovato accoglienza, comprensione, sostegno e protezione, nel percorso di affrancamento dalla tirannia e dall’abuso – il più delle volte, come si può rilevare dai dati riportati a fianco – in ambito familiare. Il progetto Aurora è nato nel 2000, da un’iniziativa dei comuni del Distretto sanitario n. 1 (Sassari, Bulzi, Cargeghe, Castelsardo, Chiaramonti, Codrongianos, Florinas, Laerru, Martis, Martis, Muros, Nulvi, Osilo, Ossi, Ploaghe, Porto Torres, Santa Maria Coghinas, Sedini, Sennori, Sorso, Stintino, Tergu, Tissi, Usini, Valledoria, cui poi si sono aggiunti: Erula, Perfugas, Viddalba) con i finanziamenti della legge 285 del 1997. Gestito dal Comune di Sassari, dal 2008 è affidato al consorzio di cooperative «Andalas de Amistade», ed è finanziato con i fondi della legge regionale n. 8/2007, che ha promosso la costituzione dei centri antiviolenza e delle case di accoglienza nella Regione Sardegna. Il servizio è rivolto a tutta la popolazione del territorio regionale. Il progetto Aurora si articola su due strutture: il Centro antiviolenza e la Casa di accoglienza. Il Centro si trova a Sassari, in via dei Mille, 61, è aperto tutte le mattine, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13, e due pomeriggi, il mercoledì e il giovedì dalle 15,30 alle 19. A esso ci si può rivolgere anche tramite il numero verde, 800042248, dove negli orari di chiusura del centro è possibile lasciare un messaggio per essere richiamati, e ottenere degli appuntamenti, oltre che a Sassari, nel punto di ascolto di Alghero che è aperto il martedì. Nel centro di via dei Mille operano tre psicologi e un’assistente sociale, che accolgono le richieste di aiuto e offrono uno spazio di ascolto e consulenza psicologica sia alle donne vittime di violenza che alle coppie in situazioni di conflittualità. In particolare dopo la fase della consulenza, insieme agli utenti, si attivano le risorse più adeguate per intraprendere il percorso elaborato e gli obiettivi concordati. Quando è necessario viene valutato il coinvolgimento di altri referenti utili alla realizzazione del progetto: avvocati, operatori delle strutture socio-sanitarie del territorio, Tribunale dei minori, questura, carabinieri, volontariato. La Casa di accoglienza – il cui indirizzo è segreto – ospita le donne vittime di violenza, con o senza figli minori, che si trovano a vivere una situazione di conflittualità e di violenza in ambito familiare, tale da rendere necessario ricorrere ad un allontanamento dal nucleo. Nella Casa operano otto educatrici e una coordinatrice che, in collaborazione con gli psicologi del Centro antiviolenza, sostengono l’ospite nel lavoro di riappropriazione delle capacità di avere cura di sé, nel ripensare alla violenza subita, nel recupero e riparazione di una maternità spesso ferita, e nell’avvio di un progetto che abbia come obiettivo la promozione di una capacità di autonomia. «Occuparsi di violenza – affermano gli operatori del progetto – significa anche attivare un lavoro di prevenzione, volto a creare sensibilità, attenzione, ascolto e accoglienza in coloro che entrano in contatto con una richiesta (diretta o indiretta) di aiuto da parte di una vittima di violenza. Inoltre un obiettivo della prevenzione è quello di contrastare atteggiamenti che portano a sottovalutare, banalizzare i comportamenti violenti o colpevolizzare coloro che ne sono vittime». Un servizio di fondamentale importanza, che davvero rappresenta una concreta possibilità di affrancamento per le donne vittime della violenza e una prospettiva di riscatto per chi vuole rifarsi una vita.
la Nuova Sardegna — 24 novembre 2010 pagina 24 sezione: SASSARI