8 marzo, festa di cinema e teatro
ALGHERO. E’ una storia che si ripete più volte in tutto il pianeta: la maternità è una dato essenziale per raccontare le donne, e diventa illuminante per capire le reazioni umane e sociali alla vita. Ecco perché l’8 marzo sarà celebrato con «Femmine un giorno, madri per sempre», una settimana tra cinema e teatro dedicata alle madri, ai padri, ai figli che ci sono già e a quelli che verranno. L’iniziativa, ideata dalla Mediateca della Società Umanitaria di Alghero in collaborazione con il Progetto Aurora del Comune di Sassari, parte oggi dal centro catalano, dove si concluderà il 13 marzo, e attraverserà Sassari e Valledoria. E’ il primo passo di un progetto triennale per una panoramica sul mondo femminile, costruito con il contributo dei tre comuni. Per raccontare il globale, come sempre, occorre partire da vicino: la bassa natalità nell’isola è al centro di «Uno virgola due» di Silvia Ferreri, il primo dei tre film indipendenti in programma oggi dalle 17 nella Sala Manno. Subito dopo, le riflessioni sulla fecondazione assistita in «Senza fine» di Roberto Cuzzillo e l’inevitabile impaccio di una quotidianità stravolta, ripreso da Fabiana Sargentini sui volti di una settantina di uomini a cui la propria compagna diceva «Sono incinta». Ad Alghero «L’uomo che verrà» di Giorgio Diritti (mercoledì alle 20 al cinema Miramare), e «Un’ora sola ti vorrei» (giovedì alle 20 al Teatro Civico), con cui Alina Marazzi ha ricostruito in video la storia di sua madre grazie ai filmini di famiglia, quasi un album universale dei ricordi. In chiusura di serata, il forum «Nella vita non si nasce una sola volta», un confronto aperto tra gli organizzatori, la Rete delle Donne e le associazioni che operano nel sociale. La rassegna si sposta nella sala consiliare di Valledoria martedì alle 18,30 per il documentario «Il primo respiro» di Gilles de Maistre, mentre il Teatro Verdi di Sassari ospiterà «Il canto di Paloma» della peruviana Claudia Llosa (domani alle 20) e il finale (sabato 13 alle 20,30) affidato alla compagnia Ouroboros e alla loro «Des-demona», un adattamento di «Che cosa sono le nuvole?» di Pasolini. – Silvana Porcu
la Nuova Sardegna — 07 marzo 2010 pagina 47 sezione: SPETTACOLO