“Matti di mestiere, attori per vocazione”

Matti di mestiere, attori per vocazione”, questa l’autodefinizione dei matt-attori dell’Accademia, portatori sani di follia, ricchi di un’arte carica di prezioso vissuto. Martedì al Forte della Maddalenetta

Spettacolo, c´è l´Accademia della Follia

ALGHERO – Arriva ad Alghero da Trieste il prossimo martedì 7 luglio l’Accademia della Follia, che presenta al Forte della Maddalenetta lo spettacolo “La luce di dentro – Viva Franco Basaglia” nell’ambito della rassegna “IsolÆmenti” curata dalla Compagnia Teatro d’Inverno e dalla Società Umanitaria di Alghero. “Matti di mestiere, attori per vocazione”, questa l’autodefinizione dei matt-attori dell’Accademia, portatori sani di follia, ricchi di un’arte carica di prezioso vissuto.Scarica il programma della manifestazione algherese
Donatella Di Gilio, Pino Feminiano, Francesca Hagelskampf, Darko Kuzma, Sabrina Nonne, Valentina Sussi e Gabriele Palmano detto Charlie conoscono infatti la follia da vicino, e chi da qualche anno, chi da qualche mese, hanno scoperto l’amore per il teatro che per qualcuno è già una vocazione. L’Accademia della Follia è un’operazione davvero singolare nel panorama del teatro che lavora su tematiche sociali e valorizza l’esperienza individuale.

Erano gli anni ’70 quando Claudio Misculin, regista e matt-attore, iniziava la ricerca tra teatro e follia all’ospedale psichiatrico di Trieste che Franco Basaglia aveva cominciato a chiudere. Nel 1992 nasce l’Accademia della Follia, compagnia teatrale che vuole andare oltre l’idea passiva del teatro come terapia per aprirsi a un teatro vero, che fa bene in quanto rende protagonista della propria vita chi lo fa con impegno e passione.

L’Accademia si fonda su un nucleo stabile di attori che si rinnova grazie ai continui ingressi di giovani matt-attori che si avvicinano al teatro attraverso collaborazioni con i servizi di salute mentale ed enti di formazione. La compagnia, tuttora tenuta insieme da Misculin, ha oggi sei diverse sedi: Trieste, Rimini, Cremona, Milano, Suzzara e Ferrara.

«Il teatro diventa mezzo, strumento di concreta quotidiana mediazione con altri soggetti sani o malati che siano. Luogo di produzione di cultura, formazione alla relazione con uomini e donne e cose». Nelle parole di Misculin la differenza diventa valore che caratterizza ciascuno: il teatro è sapere ascoltare, accogliere e raccontare, narrare le possibilità dell’uomo di esistere e produrre in sinergia con gli altri e con la propria diversità. Il teatro per Misculin è: «il luogo magico dove il delirio può rendersi comunicativo, una finestra da cui guardare, e forse capire, contraddizioni nascoste».

L’opera artistica dell’Accademia ha prodotto negli anni decine di spettacoli, corto e lungometraggi tra i quali, nel 2002, “Socialmente pericolosi” inchiesta shock sull’ospedale psichiatrico giudiziario di Aversa e “Matintour-anime in fiamme”, tutti in collaborazione con Rai 3.

“La luce di dentro”, in arrivo ad Alghero, è un connubio di canti, balli e linguaggio del corpo che insieme indagano sul tema della follia e della chiusura dei manicomi. Marco Cavallo è il personaggio centrale dello spettacolo, una macchina teatrale, prodotto della fantastica esperienza di animazione che nel 1975 ha preso vita nell’ospedale psichiatrico di Trieste. La regia è di Giuliano Scabia, drammaturgo, poeta e scrittore tra i fondatori del Dams di Bologna.

Scabia è stato un protagonista della nascita del cavallo di cartapesta, che insieme all’opera di Franco Basaglia ha portato soggetti internati in manicomio a ritornare nella società come persone, e non come malati. In questi giorni il grande animale azzurro, incarnazione simbolica della trasformazione in corso dell’istituzione psichiatrica, fa tappa nella cittadina catalana e oggi come allora ha la pancia piena di desideri, speranze e voglia di cambiamento. Marco Cavallo ha mosso i primi passi dentro il manicomio, proseguendo fuori dei cancelli, e continua rinnovandosi.

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