“STRADA FACENDO 3″: riflessioni e commenti post convegno
A conclusione del convegno di “Strada facendo 3″, vogliamo aprire una riflessione sui temi emersi nei cantieri di lavoro e nella tavola rotonda finale.
La tre giorni di Cagliari è stato un momento di confronto e approfondimento sulle metodologie del lavoro nel sociale, sui saperi e le esperienze accumulate da noi tutti negli anni, sul bisogno di sperimentare e raccontare “buone pratiche”, sulle difficoltà che quotidianamente si riscontrano sul fronte istituzionale e dei finanziamenti, sull’indispensabilità delle fatiche del fare rete e sul bisogno di tendere ad una costante dimensione di ricerca e di confronto.
Apriamo con alcuni argomenti citati nelle conclusioni dei cantieri di lavoro tratte dal sito del Gruppo Abele per dare avvio a riflessioni, commenti, spunti e annotazioni su quanto vissuto in questa esperienza di Strada Facendo.
Cagliari, 21 ottobre 2007. Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, rilanciando le proposte raccolte durante il Convegno di Strada Facendo 3 sul tema “sicurezza delle città”, ha ricordato come la sicurezza sia un diritto irrinunciabile, che però va garantito «insieme e non al posto degli altri diritti». Grosso sostiene il netto rifiuto a politiche meramente repressive che colpiscono i più deboli, inducono al sommerso e favoriscono in realtà maggiore insicurezza. Per il governo delle città occorre integrare politiche di controllo e politiche di inclusione. Laddove si attivano tavoli sulla sicurezza in cui sono presenti anche i servizi sociali e sanitari si riesce a rispondere diversamente al problema delle marginalità “invadenti”: venditori abusivi, lavavetri, mendicanti.
«Va mantenuta una corretta scelta delle priorità in tema di politiche per la sicurezza». Al primo posto ci deve essere l’azione di contrasto alle mafie, non il lavavetri o l’ambulante. Nel nostro Paese si sta rovesciando la gerarchia nella gravità dei reati e delle corrispettive pene. E ci si allontana da ogni idea di diritto penale minimo, vale a dire l’uso del carcere solo quando necessario.
“Le politiche sociali devono diventare più ambiziose, il welfare non è una spesa improduttiva, ma è condizione di sviluppo e di sicurezza”. Rivolgendosi ai ministri Turco e Ferrero e agli amministratori locali presenti in aula Grosso ha ribadito la necessità di ridurre le spese militari a favore delle spese sociali. I diritti sociali, ha concluso, devono essere esigibili sull’intero
territorio nazionale. È inammissibile che la spesa sociale pro capite in Emilia sia cinque volte quella Calabria.
Ciotti: “Sulle questioni sociali deve partecipare una rappresentanza del Terzo settore”
Luigi Ciotti, in presenza dei ministri Turco e Ferrero, ha chiesto che ai tavoli di governo sulle questioni sociali partecipi anche una rappresentanza del Terzo settore. “Lo dico davvero, in maniera sommessa, ai nostri amici ed amiche del Governo. Si è discusso molto, in questi mesi, di welfare e politiche sociali, di lavoro e di precariato. Si è fatta, com’è giusto che sia, molta concertazione con le parti sociali, i Sindacati, la Confindustria. Ecco, noi a quei tavoli di concertazione non c’eravamo. Noi vogliamo esserci, vogliamo il nostro riconoscimento tra le parti sociali perché pensiamo che sia utile e giusto.
Si parla molto nel nostro Paese di Stato sociale, di welfare, di prossimità, di sicurezza e poi quando si tratta di concertare e decidere, di ascoltare e di scegliere la nostra voce, il nostro contributo sembrano non aver diritto di cittadinanza.
Si perde così – ha concluso don Ciotti – la possibilità di avere contributi positivi, magari scomodi, ma sempre orientati verso la ricerca delle soluzioni migliori, delle risposte più efficaci ai grandi temi della marginalità, della precarietà, dell’insicurezza”.
In conclusione dei lavori di “Strada Facendo 3”, i 1500 operatori sociali intervenuti hanno approvato la seguente mozione letta da don Luigi Ciotti in presenza dei ministri Turco e Ferrero, in vista della imminente discussione del “pacchetto sicurezza”:
Alla povertà, ai disagi urbani e sociali, al mondo dell’emarginazione e dell’esclusione, non si può rispondere con una cultura della sicurezza unicamente impostata sulla criminalizzazione della devianza e sull’allontanamento degli ultimi e dei “diversi”. Il pacchetto sicurezza in discussione il prossimo 23 ottobre in Consiglio dei ministri, così come l’art.7 del disegno di legge sulla prostituzione, attualmente in discussione, ripropone la logica di questa deriva culturale sulle problematiche della sicurezza.
Il primo provvedimento criminalizza e propone pene severe, oltre che superiori di quelle previste per reati ben più gravi, per chi, spesso per esigenze di sopravvivenza, svolge attività sull’orlo della legalità.
Il secondo concede ai sindaci il potere discrezionale di vietare l’esercizio della prostituzione in strada, in alcune aree della città, rischiando così di spingere le vittime di tratta in luoghi ancora più nascosti ed irraggiungibili rendendole, di conseguenza, più esposte agli sfruttatori ed ai comportamenti violenti di cui spesso sono oggetto.
Una proposta, questa, che non tiene conto delle esperienze positive attuate da alcune municipalità che hanno sperimentato un diverso governo del territorio e che vanno in direzione opposta.
La sicurezza, per noi, rispetto a queste situazioni, si costruisce solo con servizi più diffusi, pratiche di cittadinanza e la costruzione di comunità più solidali e accoglienti.
Solo città più giuste sono città più sicure.
“Strada Facendo” 3 – Cagliari, 19-20-21 ottobre 2007 – Le conclusioni dei tre giorni di lavoro intervento di Leopoldo Grosso, psicologo, vicepresidente del Gruppo Abele: Conclusioni Strada Facendo 3
Altre informazioni si possono trovare in http://www.gruppoabele.org dove è possibile scaricare anche gli atti di “Strada facendo 1″ e “Strada facendo 2″